Buongiorno a tutti! Siamo Marta e Samuele, abbiamo rispettivamente 22 e 21 anni, siamo fidanzati
da quasi sei anni
e abbiamo deciso di sposarci il prossimo 3 ottobre 2021.
Tutto è iniziato un anno e mezzo fa quando in noi è cresciuto sempre più forte il desiderio di andare
a vivere insieme e di iniziare a condividere la quotidianità insieme, volevamo fare un passo in più
rispetto a quella che era la nostra relazione.
Inizialmente eravamo entrambi seguiti da una guida spirituale singolarmente; abbiamo poi iniziato
un percorso di coppia e quando abbiamo espresso questo nostro desiderio ci è stato proposto di
iniziare un cammino in preparazione al matrimonio.

È stato in quel momento che abbiamo capito che la nostra chiamata era quella al matrimonio e alla
famiglia.

Quando si inizia a progettare una cosa nuova, l’entusiasmo è sempre molto, poi come in tutte le
cose, quando si comincia a concretizzare, quindi a passare dalle idee ai fatti, si inizia ad avere anche
un po' di paura. I grandi cambiamenti spaventano!
Ad ogni nostro passo, abbiamo sempre sentito la presenza di Dio come quella di un padre che ci
ama e ci accompagna in tutti gli ostacoli, le difficoltà, ma anche e soprattutto nelle nostre gioie.

Infatti in questi mesi è stato essenziale imparare ad affidarsi alla Provvidenza e saper prima di tutto
riconoscere e poi accettare quello che è il disegno e progetto di Dio per le nostre vite.
All'inizio di questo percorso, non sempre è stato semplice sentirci compresi e sostenuti da parenti e
amici, perché ritenevano fossimo troppo giovani per affrontare questo passo. È risultato quindi
fondamentale per noi essere convinti della nostra scelta e non lasciarci scoraggiare dalle parole, dai
pensieri e dai giudizi degli altri, sapendo che Dio è il nostro primo sostenitore.
Vogliamo dare due consigli a chi è alla ricerca della propria vocazione: il primo è quello di non aver
paura!
Di fronte ai passi importanti che si devono fare bisogna avere la certezza che abbiamo un
Padre che non ci abbandona, che ci sostiene e non ci fa mancare niente di quello di cui abbiamo
bisogno.
Il secondo consiglio è quello di farsi accompagnare da una guida spirituale: per noi è stata una
figura essenziale per compiere certi passi che altrimenti da soli non avremmo affrontato nel modo
giusto.
Per chi fosse interessato a conoscerci meglio vi consigliamo di iscrivervi al canale Youtube
“NELLO SGUARDO DI UN ALTRO”, nel quale ogni giovedì vengono pubblicati dei video fatti
da noi dove spieghiamo in modo più approfondito il cammino che stiamo facendo. Potete trovare
anche meditazioni su brani del vangelo e spunti di riflessione interessanti.
Inoltre iscrivendovi al canale supportate i vari progetti intrapresi, tra cui il più importante che
riguarda le adozioni di bambini a distanza.
Grazie mille!

Samuele Sperotto e Marta Rizzato

Chi sei?

Sono Dario Marchioretto, ho 40 anni e sono originario di San Giorgio di Perlena. Seminarista al IV anno e faccio servizio nei fine settimana a Zanè.

Certamente vi aspettavate un seminarista giovane, come tanti dei miei compagni, invece vedete me, il decano dei seminaristi di Padova, e vi chiederete come mai sta storia? La risposta è semplice: ho fatto un po’ di tutto, e, finite le scuole superiori, dopo un anno e mezzo di università, ho lavorato per 15 anni prima di decidere di seguire il Signore.

Ero impegnatissimo. Oltre che al lavoro, in parrocchia seguivo corale, Consiglio Pastorale, Azione Cattolica…. Nel sociale suonavo nella Banda di San Giorgio, tra l’altro mi ricordo che sono venuto anche qui a suonare, ero soccorritore con la SOGIT di Fara… insomma non mi mancavano certo attività.

Quando hai sentito che Gesù ti voleva bene e hai deciso in cuor tuo di accettare questo amore e quindi di “seguirlo” sulla strada della vita consacrata?

In realtà l’idea di seguire il Signore e farmi prete per Lui posso dire di averla sempre avuta. Mi ricordo che da piccolo chiesi al mio parroco don Paolo (morto quando avevo 10 anni) come si facesse a riconoscere la vocazione e lui nella sua saggezza mi rispose: “Dario non preoccuparti, se il Signore ti chiama, te ne accorgi!”

Come dicevo prima, ero particolarmente attivo in tutti i fronti, ma tutto quello che facevo, rivedendolo adesso, era dovuto al fatto che cercavo sempre nuovi stimoli, nuove cose da fare: l’entusiasmo mi portava a fare tante cose, ma pian piano sentivo che non mi bastavano. In me cresceva sempre più un senso di vuoto che era diventato insaziabile.

Ero, come si definiva un anziano sacerdote residente nella mia prima parrocchia di servizio, a San Giacomo di Romano d’Ezzelino, un “asinello”: scappavo di qua e di là, un po’ indisciplinato pur di non farmi prendere dal Signore, seppure l’intuizione che avevo fin da bambino era sempre presente: qualche volta nascosta, qualche volta più evidente. Mi piace definirla un filo d’imbastitura con il quale la sarta abbozza un vestito: lo vedi e non lo vedi, ma qualcosa sta prendendo forma. In questo però Gesù, che dà la vita per le sue pecorelle, non ha mai perso la pazienza di farmi sentire la sua voce. Ho la certezza che Lui non è un mercenario: ci conosce talmente tanto bene che non abbandona l’idea di vederci felici e realizzati! Lui ci conosce, ma anche noi possiamo dire di conoscerlo un po’….

Infatti, lo conoscevo: quando avevo necessità, o qualche bisogno, sapevo che c’era, non avevo paura di rivolgermi a Lui, ma una volta raggiunto l’obiettivo, pensavo che con una novena, una serie di rosari, …. RingraziarLo. In realtà ho scoperto che l’amore del Signore è talmente grande che l’unica cosa che gli dà gioia non sono i nostri sacrifici, ma l’essere felici e gioire dell’Amore che Lui ha per ciascuno di noi.

C’è un’altra cosa qui… io chiedevo ciò che per me andava bene e in un certo senso volevo essere autonomo. La realtà, guardandola ora, è che volevo io reggere il gioco, io avere il timone del mio carro, io il volante della mia vita! Ad un certo punto però sentivo che avevo bisogno di qualcuno con cui confidarmi per tutto quello che vivevo, ma anche perché quel senso di vuoto non mi abbandonava. È importante capire che il Signore ci manda a due a due apposta per questo motivo.

Ho fatto diversi tentativi per intraprendere un cammino che mi aiutasse a fare chiarezza: piccoli, timidi passi, ma da solo è difficile. Pensate che cercavo in internet proposte vocazionali, contatti, ecc.… ma mi mettevano dentro a risposte preconfezionate, o a vedermi fuori tempo massimo. Il Signore però è buono e confidente, nel vangelo abbiamo sentito “Ascolteranno la mia voce!”.

Delle cose importati ricordiamo date, luoghi, momenti, circostanze. Il 18 marzo 2014 avevo qualche problema con il lavoro, e al solito mi confidavo con il mio parroco per avere un consiglio. Non c’era e mi rivolsi ad un sacerdote amico. Ricordo che mi diede uno scossone quando gli dissi che stavo riflettendo sul fatto di cambiare lavoro e mi rispose: “Dario, ma tu pensi che cambiando lavoro, risolvi i tuoi problemi? Forse è un altro il cambiamento che devi fare!”. Divenne in mio padre spirituale, e così iniziammo un cammino serio di capire cosa il Signore volesse da me.

Questo cammino mi portò ad intraprendere il gruppo vocazionale diocesano, aperto a tutti i giovani che vogliono capire cosa fare della loro vita, e ricordo bene che al primo incontro, domenica 27 novembre 2016, prima di Avvento, durante l’Eucaristia, la voce del Signore che nel vangelo parlava del Cercatore di perle, mi colpì nel profondo. Quel cercatore di perle potevo essere io e avendo trovato quella perla preziosa e dovevo lasciare tutto! Tutto però non finisce lì: a pranzo don Silvano, responsabile della pastorale vocazionale mi dice che vorrebbe parlarmi, io ingenuamente pensavo dovesse chiedermi chissà quale cosa, invece, mi propose di lasciare tutto ed entrare a Casa Sant’Andrea (la comunità vocazionale del seminario, propedeutica al seminario maggiore) a gennaio/febbraio. Io mi ero già preparato il mio programma: ad aprile dare il preavviso di licenziamento al lavoro, dea settembre decadeva il mio mandato da presidente delle banda, dopo l’estate avevo la possibilità di trovare un nuovo direttore della corale, invece tutto è stravolto. Anche il padre spirituale, che nel frattempo avevo cambiato, qualche giorno prima mi fece la stessa proposta. Capii che stavolta il Signore mi aveva preso per la giacca, quasi a dirmi: “Basta giocare, lasciami il timone, lasciami il volante della tua vita!”.

Portavo questo pensiero nel cuore, e nonostante l’importanza e il timore di lasciare tutto, il giorno dopo provai un senso di liberazione, una felicità incredibile, una gioia grandissima. Avevo trovato Chi riempiva la mia vita.

Il Signore mi accompagna e me ne accorsi anche dal fatto che tutti i problemi che vedevo nell’intraprendere questo cammino, si risolsero senza problemi: il Signore spiana veramente la strada.

Certamente rimettermi sui libri, cambiare stile di vita, imparare ad affidarmi non è sempre facile, ma vedo che riesco e questo lo attribuisco al Signore che sempre dà forza e sempre ci guida pur di vederci felici.

Dario Marchioretto

Inizio il mio racconto ringraziandovi di cuore per l’accoglienza in questa domenica speciale dedicata alla preghiera per le Vocazioni e per darmi la possibilità di condividere un tratto della mia vita.

Sono Silvia… ho, ancora per poco, 39 anni, abito a Montemerlo (zona Colli Euganei/Abano/Praglia) e lavoro come segreteria nell’Ufficio diocesano per la Catechesi e in alcune parrocchie della mia zona.

Dal 6 ottobre 2019 ho posto la mia vita nelle mani di Dio accogliendo il dono della Consacrazione nell’Ordo Virginum. Una realtà di vita consacrata femminile, antica nella Chiesa, che si rifà agli inizi… alle donne che vanno al sepolcro e diventano le prime testimoni della Risurrezione…

A Padova è stato istituito 4 anni fa e nella Chiesa è rifiorito dopo il Concilio Vaticano II. Come vedete vesto abiti quotidiani perché noi non abbiamo un vestito che ci accomuna e non siamo religiose, quindi “suore” perché non abbiamo un fondatore, un istituto a cui apparteniamo… Ci manteniamo con il nostro lavoro… non abbiamo l’obbligo della vita comune, i nostri voti (castità, povertà e obbedienza) sono accolti dal Vescovo ed è lui il nostro punto di riferimento, anche se poi ogni Vescovo sceglie un suo delegato per accompagnarci nel nostro cammino di discernimento e formazione.

Racchiudere in pochi minuti, 40 anni di momenti in cui ho sentito che Dio mi ha voluto bene, non è facile… ma vi regalo alcune pennellate della mia vita perché possano aiutarvi a comprendere che la mia scelta vocazionale non è stata un “fulmine a ciel sereno” o frutto di un’apparizione… ma è stata una continua accoglienza di quello che Dio poneva nella mia vita e che ancora oggi mi riempie di stupore e di certezza: è Lui che mi vuole bene sempre e per primo! Sono ancora più le volte in cui Lui si ferma ad aspettare i miei comodi, che quelle in cui io vado incontro a Lui! La mia chiamata non è “mia”… ma è risposta alla “Sua” Chiamata…

Il primo passo lo ha fatto e lo farà sempre Dio… e questa scoperta per me è stata importante perché mi sono resa conto, in questi anni di discernimento, che ho potuto accogliere la mia vocazione solo nel momento in cui mi sono “arresa” al suo amore, ho lasciato fare a Lui, gli ho fatto spazio, tra le mille cose che riempivano la mia vita e che mi impedivano di accorgermi di Lui e di ascoltare la sua voce che mi chiamava…

Dio mi ha voluto bene fin dall’inizio, donandomi il dono di una famiglia cristiana e l’amore di un papà e di una mamma che ancora oggi sono per me esempio e testimonianza di un “per sempre possibile”… anche se il mio papà è morto quando avevo 10 anni e mia mamma è rimasta vedova che ne aveva 42…

Mi ci sono voluti anni e “angeli custodi” (le guide spirituali e un medico) per riuscire ad accogliere questa morte, per trasformarla in vita e per farmi comprendere che non ero stata abbandonata dal mio papà… anzi, alla fine, come leggerete nell’immaginetta che vi regalo, ho scoperto un Padre che mi chiama: “Mio compiacimento”…

Dio mi ha voluto bene in tutte, e sono tantissime, le esperienze che ho vissuto e grazie a tutte le persone che ancora oggi abitano la mia vita, con un pensiero particolare per i preti e i consacrati che per me sono ancora parola vivente che mi dice: un “sì per sempre è possibile”... penso a tutti i momenti vissuti nella mia parrocchia, anche quelli difficili e di incomprensione con certi adulti… al Gruppo Vocazionale fatto in diocesi, a tutti quei luoghi che ho abitato tra servizi di volontariato, istituti religiosi, gruppi di ogni tipo…

ho cercato per 20 anni la mia vocazione… urlando a Dio perché non mi ascoltava, bussando, sbattendo la porta quando mi offriva esperienze che non condividevo o quando mi ritrovavo a realizzare scelte che non volevo… eppure Lui è sempre stato paziente, me lo vedo ancora, a volte, seduto su una roccia, un po’ più avanti di me che mi aspetta, che ascolta le mie “lune”, le mie lamentazioni…

Rileggendo la mia storia posso dire che davvero Dio mi ha parlato e continua a parlarmi grazie alle esperienze di ogni giorno, anche quelle dolorose e attraverso tutte le persone che incrocio nella mia vita, anche quelle antipatiche e poco gentili…

Dio si serve di noi per parlare… è che la maggior parte delle volte siamo noi che vogliamo avere l’ultima parola e lo facciamo tacere…

Dio mi ha voluto bene nelle esperienze di fidanzamento che ho avuto e che mi hanno aiutato a capire che non ero chiamata ad amare una persona sola… o meglio, ad amarne una, Cristo, per poter amare tutti…

Dio continua a volermi bene attraverso i miei amici, la mia famiglia e, non mi stancherò mai di dirlo, tutto ciò che mi dona e offre gratuitamente… e se a volte non comprendo perché parli anche attraverso le sofferenze. Mi rendo conto che non sono io a dover dare una spiegazione a tutto, ma è Lui che pazientemente si rivela a me passando anche per il dolore, la rabbia e la paura.

La scelta di seguirlo sulla strada della vita consacrata la racconto condividendo alcuni passaggi del Vangelo di oggi (rif. Gv. 10, 11-18):

Febbraio 2016… ho sentito forte il desiderio di “appartenere” a qualcuno, ma non pensando questo verbo in modo negativo, di possesso… ma come bisogno di trovare una casa dove stare, un luogo in cui finalmente poter abitare ed essere serena… e così è stato… in quel periodo sono stati importanti gli esercizi spirituali ignaziani che mi hanno fatto fare silenzio e sentire finalmente la voce di Dio che mi chiamava…

CONOSCERE Dio, riconoscere la sua voce in mezzo a tutte le altre è stata una Grazia e continua ad essere importante… è per me un modo per “verificare” il mio stato di salute interiore, il mio “sì” a Lui… Non è facile coltivare una relazione, pensiamo a tutte quelle della nostra vita… ma essere in relazione con qualcuno è fondamentale e straordinario. Questo lo è anche con Dio! Solo se con Lui abbiamo una relazione vera, sincera e tenera, possiamo essere in relazione con noi stessi e con gli altri…

Sì, ho fatto esperienza e continuo a farla di tutto l’amore che Dio ha per me… e di come davvero ci raduna e ha cura di noi, ci fa essere gregge amato… penso alla mia comunità cristiana, ma anche alle vostre, a quei luoghi che ci danno la possibilità di essere in comunione, di condividere ciò che ognuno è, per un bene più grande, per il bene di tutti…

Mi permetto qualche “augurio” particolare, in questa giornata di preghiera per le Vocazioni, invocando la forza dello Spirito Santo.

Pensiamo sempre che la parola “vocazione” riguardi i preti e le suore, ma non è così!

Auguro ai giovani di sentire che sono chiamati a realizzare qualcosa di grande e di bello nella loro vita e che rispondere alla chiamata del Signore, qualunque essa sia, è porre un fondamento alle proprie scelte, agganciare i propri sogni a Colui che li può realizzare…

Affinate il vostro udito, cercate momenti di silenzio nella frenesia quotidiana perché Dio parla sempre, non si stanca mai di noi, anzi, fa e farà di tutto per manifestarsi nelle vostre vite… ma per sentirlo c’è bisogno di fare silenzio nel più profondo di noi, nell’angolo bello del nostro cuore, in quel luogo che fin dal nostro Battesimo è lo spazio della Grazia, del Suo essersi immerso in noi per farci figli amati…

Scegliere di seguire il Signore nella vita consacrata, uso questa immagine, è salire su un treno e fidarti di chi ti condurrà lungo il viaggio, che non sempre è dei più confortevoli e facili… ma lo stupore delle fermate che portano a conoscere luoghi meravigliosi, ma soprattutto persone concrete, Belle e abitate da Dio, ripaga di ogni sacrificio e ti rendi conto che giocarsi la vita con Dio non ti fa mai perdere nulla, anzi, ti fa guadagnare fratelli e sorelle che sono preziosi nei momenti di paura e di dubbio, ti fa sentire che i Vangelo è davvero Parola viva, generante che si fa Pane e condivisione reale.

Auguro ai fidanzati di sentire che il loro amore non è “solo” frutto di uno stare insieme, ma che c’è sempre un “prima”… un Amore più grande che vi ha pensati e voluti come coppia e che davvero, unendo le vostre vite a quelle di Dio, potete realizzare sogni grandi, dare concretezza al vostro sentimento.

Vi auguro di saper andare “Oltre” a ciò che è innamoramento, di dare qualità al vostro amore, investendo tutto il bene che vi volete nel progetto di Dio che ha il nome di: FAMIGLIA.

Auguro ai bambini e ai ragazzi tante esperienze belle, significative con la vostra parrocchia, gli animatori, i catechisti… trovate punti di riferimento che vi parlino di Gesù e siano di esempio per la vostra crescita. Siate curiosi, chiedete e cercate sempre… e il Signore vi stupirà.

Auguro ai genitori presenti di pregare per i vostri figli… sono certa che già lo fate, ma credo sia un dono la vostra preghiera perché siano aiutati a scoprire e realizzare la loro vocazione, che non è solo trovare un buon lavoro, essere in salute e trovare la fidanzata/il fidanzato… ma è fare in modo che davvero pongano la loro vita nelle mani di Dio… ed Egli compirà prodigi con loro!

E non abbiate paura di pregare perché Dio li chiami ad essere preti, suore, consacrati… Conosco genitori ancora arrabbiati per queste scelte fatte dai loro figli, ma ne conosco altri che vivono la Grazia di avere un figlio che ha scelto di seguire il Signore… e non perché è un eroe, ma perché ha lasciato che Dio compisse in lui il suo desiderio di felicità.

Mi permetto un pensiero anche per le persone anziane, ammalate e che soffrono… a voi auguro di essere quei tesori preziosi da cui un giovane può attingere sapienza e storia sacra… Offrite le vostre malattie e sofferenze per i giovani in ricerca, per quelli che si sono persi (e sono tanti), che non sanno dove sbattere la testa… Le vostre preghiere sono importanti per il bene anche di noi consacrati…

Sono certa che se oggi sono qui a raccontarvi la mia esperienza è anche grazie alla mia nonna che ha sempre pregato per me, soprattutto nei suoi ultimi anni di silenzio a causa della malattia… e vi posso dire che nel mio cammino di discernimento mi sono sentita accompagnata dalla preghiera di tante persone. È un dono questa vicinanza e la si sente fortemente.

Auguro alle vostre comunità di pregare per le vocazioni, di avere a cuore la ricerca dei giovani… di essere un buon gregge che ascolta la voce del Buon Pastore.

Ci uniamo allora in preghiera, in questa Eucaristia, offrendo a Dio i nostri desideri… nella mia vita è stato importante e lo ricordo ancora con chiarezza, il momento in cui ho chiesto a Dio di donarmi la mia vocazione: 20 settembre 2015, Abbazia di Praglia, la richiesta è ancora scritta nel breviario.

E qui potrei passare ore a raccontarvi le “coincidenze” della mia vita, pensando a come “il mio sposo”, Gesù, mi ha aiutato a preparare il giorno della consacrazione, ma soprattutto di quelle dopo la consacrazione. Forse sono un po’ troppo “fissata” con le date che ritornano, ma questo mi aiuta a comprendere quanto Dio mi è accanto.

Se ripenso alla data del 20 settembre… 6 anni fa, in quel giorno, urlavo a Dio il dono della mia vocazione e lo scorso anno ho avuto il dono, da consacrata, di essere madrina di un bambino… può sembrare una normale coincidenza, ma leggo questi avvenimenti con gli occhi di figlia amata e sento che in quei momenti Dio mi dona una sua carezza speciale!

Come la coincidenza di essere qui… ho conosciuto il vostro parroco, don Mauro, nel 2005/2006… era al suo anno di diaconato ed ci seguiva al Gruppo Vocazionale… stavo facendo il secondo anno, perché dal primo non avevo “capito nulla”…

Lui era un giovane già “arrivato” ad una scelta e noi eravamo giovani in ricerca… Noi passavamo i momenti di deserto a porci domande e lui camminava sull’argine della Mandria, dov’era Casa S. Andrea, con il breviario in mano… Ricordo sempre con lui quella domanda che gli ho fatto: “ma tu cosa fai mentre noi facciamo deserto?”. E lui mi ha risposto: “Prego per voi”… per me è stato importante sentirmi accompagnata dalla sua preghiera… e oggi siamo qui: lui parroco di 3 parrocchie, io consacrata…

E mi ripeto le parole del Salmo 30: “hai mutato il mio lamento in danza”. 15 anni fa mi lamentavo con Dio, oggi sono qui a danzare, con don Mauro, per la Grazia delle nostre scelte.

Chiediamo il dono della vocazione per ogni uomo e donna del mondo, perché anche essere dei bravi genitori è vocazione, essere dei lavoratori competenti e dei dirigenti onesti è vocazione, come essere persone di solidarietà e giustizia.

Preghiamo oggi per tutta la Chiesa e Papa Francesco, per la nostra Chiesa di Padova e il Vescovo Claudio, per tutti i presbiteri, don Mauro, per i consacrati, diaconi, religiosi e missionari che hanno detto “sì” a Dio e ci testimoniano che amare Dio, accoglierlo e servirlo nei fratelli è possibile.

Grazie per il vostro ascolto… faccio risuonare in me le parole del Salmo di oggi (117) e ve le dono perché insieme possiamo dire…

Rendete grazie al Signore perché è buono,

perché il suo amore è per sempre.

Possa quel “per sempre” accompagnarci ogni giorno.

Silvia Sandon

QUANTE NE SAI SU DON BOSCO?

Nelle ultime tre settimane sono stati pubblicati sui social della collaborazione pastorale tre video riguardanti la storia del patrono dei giovani San Giovanni Bosco, in occasione della sua festa del 31 Gennaio.

Proprio Domenica 31 vivremo il #DonBoscoQuiz: un modo per conoscere meglio e ripercorrere la storia del santo illustrata nei video, grazie alle varie domande sulla sua vita e sulle sue opere, ed un modo per passare assieme, seppur a distanza, la serata della sua festa.

Ci troveremo insieme Domenica 31 Gennaio alle 17:15 in videochiamata su Google Meet (link qui sotto) per poi iniziare il Quiz alle 17:30.

LINK VIDEOCHIAMATA DOM 31/01 h 17:15 https://meet.google.com/tbx-rrcu-nfd

COME ENTRARE IN CHIAMATA?

Per partecipare alla chiamata utilizzando un computer basterà cliccare sul link riportato qui sopra, mentre, per partecipare da telefono, prima di cliccare il link ci si deve assicurare di aver scaricato l’applicazione “Google Meet”.

Per entrare nella videochiamata sarà inoltre richiesto di accedere al servizio con un account Google (lo stesso della mail @gmail.com). Potete già provare ad accedere all’account cliccando sul link qui sopra, tuttavia non sarà possibile partecipare alla chiamata prima delle 17:15 di Domenica.

Dalle 17:15 in poi basterà cliccare sul pulsante “chiedi di partecipare” e vi sarà dato l’accesso.

COME GIOCARE?

Per avere un’esperienza di gioco migliore si consiglia l’utilizzo di due dispositivi:

E’ anche possibile accedere solo da PC o solo da Smartphone ma si dovranno aprire due finestre, una per la chiamata ed una per il Quiz e potrebbe risultare più scomodo.

Il Quiz prevede anche dei premi...Mettiti in gioco!!

Le modalità per accedere al Quiz, che verrà fatto su kahoot in simultanea per tutti, verranno spiegate una volta in chiamata vocale, vi aspettiamo!!

Per qualsiasi problema tecnico contattare il numero 3334068310, preferibilmente tramite messaggio WhatsApp.

LA STORIA DI DON BOSCO RACCONTATA IN 3 VIDEO #LivetheDream

LA PLAYLIST COMPELTA: https://www.youtube.com/watch?v=pu5ZUz6_quo&list=PLhOvZIAg4BD7K0dIy8kqlHqQQ4P4RzsL9

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