Luglio 11, 2021

22 luglio - Solennità di S. Maria Maddalena

TESTIMONIARE LA FEDE E CELEBRARE INSIEME 

La comunità di Grumolo festeggia la propria patrona proponendo tre momenti di riflessione e preghiera.

Domenica 18 luglio 2021 alle 20.45, nel giardino della canonica, si terrà l’incontro-dialogo con i The Sun sul tema “Il valore di una testimonianza che ti cambia la vita”

La serata si svolgerà nel giardino della canonica, nel rispetto delle normative anti Covid. 

I posti sono limitati. Accesso solo con mascherina.

Martedì 20 luglio 2021 alle 20.45, in Chiesa, “Maria Maddalena e le altre donne al sepolcro” è il titolo della serata con la scrittrice e biblista Antonella Anghinoni.

Giovedì 22 luglio 2021, solennità di S. Maria Maddalena, i momenti di preghiera e celebrazione sono alle 7.20 in Chiesa le Lodi, alle 19.00 nel giardino della canonica i Vespri solenni e a seguire la S. Messa.

Sei secoli di devozione 

La chiesa parrocchiale di Grumolo Pedemonte fu costruita nel 1442 da Nicolò Mainenti su un terreno di sua proprietà e a proprie spese e fin dall’inizio fu dedicata a Santa Maria Maddalena.

S. Maria Maddalena, apostola della speranza

«Nel giorno della passione non c’era stato tempo per completare i riti funebri; per questo, in quell’alba colma di tristezza, le donne vanno alla tomba di Gesù con gli unguenti profumati. La prima ad arrivare è lei: Maria di Magdala, una delle discepole che avevano accompagnato Gesù fin dalla Galilea, mettendosi a servizio della Chiesa nascente…

Il vangelo (cfr Gv 20,1-2.11-18) descrive la Maddalena mettendo subito in evidenza che non era una donna di facili entusiasmi. Infatti, dopo la prima visita al sepolcro, lei torna delusa nel luogo dove i discepoli si nascondevano; riferisce che la pietra è stata spostata dall’ingresso del sepolcro, e la sua prima ipotesi è la più semplice che si possa formulare: qualcuno deve aver trafugato il corpo di Gesù. Così il primo annuncio che Maria porta non è quello della risurrezione, ma di un furto che ignoti hanno perpetrato, mentre tutta Gerusalemme dormiva.

Poi i vangeli raccontano di un secondo viaggio della Maddalena verso il sepolcro di Gesù. Era testarda lei! E’ andata, è tornata … perché non si convinceva! Questa volta il suo passo è lento, pesantissimo. Maria soffre doppiamente: anzitutto per la morte di Gesù, e poi per l’inspiegabile scomparsa del suo corpo.

E’ mentre sta china vicino alla tomba, con gli occhi pieni di lacrime, che Dio la sorprende nella maniera più inaspettata. L’evangelista Giovanni sottolinea quanto sia persistente la sua cecità: non si accorge della presenza di due angeli che la interrogano, e nemmeno s’insospettisce vedendo l’uomo alle sue spalle, che lei pensa sia il custode del giardino. E invece scopre l’avvenimento più sconvolgente della storia umana quando finalmente viene chiamata per nome: «Maria!».

Com’è bello pensare che la prima apparizione del Risorto – secondo i vangeli – sia avvenuta in un modo così personale! Che c’è qualcuno che ci conosce, che vede la nostra sofferenza e delusione, e che si commuove per noi, e ci chiama per nome. È una legge che troviamo scolpita in molte pagine del vangelo. Intorno a Gesù ci sono tante persone che cercano Dio; ma la realtà più prodigiosa è che, molto prima, c’è anzitutto Dio che si preoccupa per la nostra vita, che la vuole risollevare, e per fare questo ci chiama per nome, riconoscendo il volto personale di ciascuno. Ogni uomo è una storia di amore che Dio scrive su questa terra».

(Papa Francesco, Udienza generale, 17 maggio 2017)

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